
venerdì 27 febbraio 2009
giovedì 26 febbraio 2009
Il grande incontro (seguito)

I minuti passano e la musica é sempre quella, una gran musica, attimi indimenticabili che cominciamo a goderci con più calma in quanto siamo ormai ben lontani da possibili "incagli".
Il pesce fa più fughe riportandosi via la lenza riportandosi a buona profondità, ma queste fughe si fan sempre più brevi e la stanchezza comincia a sentirsi per entrambi, finché si comincia ad intravvedere una sagoma sul chiaro che ci sta sotto la barca, é lei, é grossa, cavolo se é grossa. La paura di perderla per qualche stupidata aumenta l'adrenalina e la concentrazione, Andrea coordina bene il movimento del motore e si prepara al raffio, l'atto finale che da li a pochi istanti sarà compiuto come termine del combattimento. Issiamo il pesce a bordo, rimaniamo stupefatti, in effetti così non l'avevamo mai vista a bordo, poi via con i complimenti e poi le foto, chiamiamo via radio e telefono gli amici in terra che son già sotto una leggera pioggia e che ci accoglierà all'arrivo in porto.
Momenti di gloria all'arrivo, lo pesiamo con la bilancia del Club, poi sezioniamo il pesce per dividercelo e mangiarcelo in compagnia delle famiglie e dei bel ricordo che ci accompagnerà per sempre.
Il pesce fa più fughe riportandosi via la lenza riportandosi a buona profondità, ma queste fughe si fan sempre più brevi e la stanchezza comincia a sentirsi per entrambi, finché si comincia ad intravvedere una sagoma sul chiaro che ci sta sotto la barca, é lei, é grossa, cavolo se é grossa. La paura di perderla per qualche stupidata aumenta l'adrenalina e la concentrazione, Andrea coordina bene il movimento del motore e si prepara al raffio, l'atto finale che da li a pochi istanti sarà compiuto come termine del combattimento. Issiamo il pesce a bordo, rimaniamo stupefatti, in effetti così non l'avevamo mai vista a bordo, poi via con i complimenti e poi le foto, chiamiamo via radio e telefono gli amici in terra che son già sotto una leggera pioggia e che ci accoglierà all'arrivo in porto.
Momenti di gloria all'arrivo, lo pesiamo con la bilancia del Club, poi sezioniamo il pesce per dividercelo e mangiarcelo in compagnia delle famiglie e dei bel ricordo che ci accompagnerà per sempre.
Il grande incontro
Traina ricciola
Ormai tutto é pronto, o meglio da un pezzo siam pronti e qualche ricciola l'abbiam presa entrambi, ma questa volta usciamo insieme.
La barca per come é attrezzata sembra un cannetto, portacanne ovunque, vasca del vivo discreta, ogni spazio é pensato e studiato accuratamente per sfruttarne al massimo la funzionalità, sia per la traina come per il drifting o bolentino. Mi porto solo una mia canna 30-50 libbre e poc'altro a parte i viveri e tanta speranza.
Il mare non é dei migliori sia come onda e vento ma sappiamo che spesso, in queste condizioni, il pesce si muove di più, é più stimolato ... basta solo riuscire a mettersi correttamente in pesca. La destinazione finale é uno dei tanti hot spot presenti al largo della costa siciliana come ce ne sono tante, ma prima ci soffermiamo nel sotto costa per trainare nell'intento di fare qualche esca viva, solitamente aguglie di questo periodo. E' sempre bene avere a bordo qualche cartuccia di quelle buone prima di allontanarsi di parecchio dalla costa, perché ci é già successo di arrivare sul posto e faticare parecchio prima di averne qualcuna nella vasca del vivo.
Matassine filate fin dall'uscita dal porto e subito le prime abboccate, passa neanche mezz'ora e siamo carichi di colpi da sparare, prua a mare e via a buona velocità per quello che ci consente il mare.
Arriviamo sul posto e c'é solo una barca, poi poche altre se ne aggiungeranno, inneschiamo subito due aguglie e le caliamo a profondità diverse con differenti grammature di piombi guardiani, una più leggera sui 15 metri e un'altra con più peso sui 25 metri, girella robusta e poi uno svolazzo di qualche metro come terminale e cui abbiamo inserito un amo trainante scorrevole e il pescante leggermente più grosso, dall'esca al piombo guardiano circa 15-20 metri non di più. Iniziamo a trainare con l'ausiliario faticando un po' contro corrente, sono cominciate le danze, giri di valzer dei più aggraziati, lisci da paura per il rischio di perder l'esca su qualche "ferraglia", l'eco ci segnala qualcosa d'interessante più a fondo e così affondiamo ulteriormente le nostre esche ma ancora senza un gran successo.
Il vento seppur non forte ma comunque fastidioso non ci aiuta come pure la forte corrente, a risalire la corrente procediamo troppo piano mentre a favore andiamo anche troppo e le lenze o meglio le esche non scendono alla profondità desiderata; é ora di cambiare qualcosa e così suggerisco di provare con il cannone, chissà forse riesce a sparare meglio le cartucce ancora vive. Il vento sta calmandosi e comunque visto l'andazzo a cui sta volgendo la giornata potrebbe essere la carta vincente, chissà.
Ritiriamo le esche, via il guardiano e inneschiamo una nuova aguglia filandola parecchio lontana dalla barca, poi agganciamo la lenza alla pinza e caliamo la palla di cannone vicino ai 40 metri di profondità. Basta con il valzer, ora si va di liscio, liscio quasi millimetrico, passaggio come anche fatti precedentemente, ci allontaniamo, l'esca arriva in zona ed eccola li, un leggero sussulto e la lenza si stacca dalla pinza ... la musica cambia e che musica.
Andrea afferra la canna, la sfila e la alza, poi ferra tirandola a se, chiede motori per aiutare la barca ad allontanarsi un po' dalla zona per non fare incagliare il pesce.
Ormai tutto é pronto, o meglio da un pezzo siam pronti e qualche ricciola l'abbiam presa entrambi, ma questa volta usciamo insieme.
La barca per come é attrezzata sembra un cannetto, portacanne ovunque, vasca del vivo discreta, ogni spazio é pensato e studiato accuratamente per sfruttarne al massimo la funzionalità, sia per la traina come per il drifting o bolentino. Mi porto solo una mia canna 30-50 libbre e poc'altro a parte i viveri e tanta speranza.
Il mare non é dei migliori sia come onda e vento ma sappiamo che spesso, in queste condizioni, il pesce si muove di più, é più stimolato ... basta solo riuscire a mettersi correttamente in pesca. La destinazione finale é uno dei tanti hot spot presenti al largo della costa siciliana come ce ne sono tante, ma prima ci soffermiamo nel sotto costa per trainare nell'intento di fare qualche esca viva, solitamente aguglie di questo periodo. E' sempre bene avere a bordo qualche cartuccia di quelle buone prima di allontanarsi di parecchio dalla costa, perché ci é già successo di arrivare sul posto e faticare parecchio prima di averne qualcuna nella vasca del vivo.
Matassine filate fin dall'uscita dal porto e subito le prime abboccate, passa neanche mezz'ora e siamo carichi di colpi da sparare, prua a mare e via a buona velocità per quello che ci consente il mare.
Arriviamo sul posto e c'é solo una barca, poi poche altre se ne aggiungeranno, inneschiamo subito due aguglie e le caliamo a profondità diverse con differenti grammature di piombi guardiani, una più leggera sui 15 metri e un'altra con più peso sui 25 metri, girella robusta e poi uno svolazzo di qualche metro come terminale e cui abbiamo inserito un amo trainante scorrevole e il pescante leggermente più grosso, dall'esca al piombo guardiano circa 15-20 metri non di più. Iniziamo a trainare con l'ausiliario faticando un po' contro corrente, sono cominciate le danze, giri di valzer dei più aggraziati, lisci da paura per il rischio di perder l'esca su qualche "ferraglia", l'eco ci segnala qualcosa d'interessante più a fondo e così affondiamo ulteriormente le nostre esche ma ancora senza un gran successo.
Il vento seppur non forte ma comunque fastidioso non ci aiuta come pure la forte corrente, a risalire la corrente procediamo troppo piano mentre a favore andiamo anche troppo e le lenze o meglio le esche non scendono alla profondità desiderata; é ora di cambiare qualcosa e così suggerisco di provare con il cannone, chissà forse riesce a sparare meglio le cartucce ancora vive. Il vento sta calmandosi e comunque visto l'andazzo a cui sta volgendo la giornata potrebbe essere la carta vincente, chissà.
Ritiriamo le esche, via il guardiano e inneschiamo una nuova aguglia filandola parecchio lontana dalla barca, poi agganciamo la lenza alla pinza e caliamo la palla di cannone vicino ai 40 metri di profondità. Basta con il valzer, ora si va di liscio, liscio quasi millimetrico, passaggio come anche fatti precedentemente, ci allontaniamo, l'esca arriva in zona ed eccola li, un leggero sussulto e la lenza si stacca dalla pinza ... la musica cambia e che musica.
Andrea afferra la canna, la sfila e la alza, poi ferra tirandola a se, chiede motori per aiutare la barca ad allontanarsi un po' dalla zona per non fare incagliare il pesce.
mercoledì 11 febbraio 2009
domenica 8 febbraio 2009
Pesca dalla barca

Mi rivolgo a tutti gli appassionati di pesca invitandoli a visitare il mio blog per avere l'opportunità di scambiare opinioni sui tipi di pesca dalla barca. E' bene scambiarci suggerimenti sulle ultime attrezzature, sopra tutto sugli artificiali e sulle canne di ultima generazione. Attendo vostri contatti.
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